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Lezione-incontro su "Il fact-checking e il ruolo del giornalista nell’epoca della post-verità" - mercoledì 4 maggio ore 14
Mercoledì 4 maggio nell'ambito del corso di Innovazione e analisi dei modelli di giornalismo dalle ore 14 alle 17 si terrà in Aula Magna una lezione-incontro dal titolo "Il fact-checking e il ruolo del giornalista nell’epoca della post-verità".
 
Di seguito la descrizione dell'iniziativa.
 

L’estremo pluralismo informativo che caratterizza lo scenario contemporaneo ha raggiunto, nel 2016, un punto di non ritorno: non a caso, sulla scorta della circolazione di un flusso eccezionalmente alto di notizie non veritiere che ha caratterizzato la copertura informativa della “Brexit” e delle Presidenziali statunitensi, l’“Oxford Dictionary” ha indicato “post-verità” quale parola dell’anno. Questo ha condotto alla necessità di re-inventare una pratica non del tutto nuova, specialmente per il contesto giornalistico anglosassone: la verifica dei fatti. Le nuove sfide della credibilità del giornalismo digitale, costantemente a rischio di diffondere bufale o di confondersi con quelle realtà che della manipolazione dell’informazione a fini di intrattenimento o disinformazione fanno la loro mission, richiedono che in ogni redazione faccia la sua comparsa la figura del “fact-checker”. Ma non si tratta solo di una strategia di “autodifesa”: attraverso una rinnovata attenzione verso le norme deontologiche e la verità fattuale, il giornalismo può farsi catalizzatore di un miglioramento del discorso pubblico al fine di garantire un adeguato esercizio dei doveri democratici dei cittadini, e dunque ritrovare, nonostante il perenne stato di crisi, la sua funzione fondamentale.

Gli esperimenti più interessanti riguardano ancora una volta il contesto politico, un campo nel quale anche il fact-checking italiano può vantare diverse esperienze di grande interesse, fiorite in occasione delle elezioni politiche del 2013 e che in alcuni casi hanno saputo capitalizzare la grande spendibilità mediale del proprio lavoro. L’esempio più interessante è “Pagella politica”, che ha saputo imporsi garantendo strumenti di grande efficacia (schede sintetiche dei politici che riportano un indicatore, per quanto non statisticamente valido, di credibilità basato sulla qualità delle dichiarazioni rilasciate ed analizzate) e giocando su un registro sostanzialmente ludico – che culmina nell’individuazione della “panzana dell’anno”. I margini di replicabilità di questo modello, soprattutto in un’impresa dichiaratamente informativa, rappresentano oggi una grande sfida per la professione giornalistica.

Intervengono:

1.     Alexios Mantzarlis, socio fondatore Pagella Politica. Al Poynter Institute dal settembre 2015, dove guida il Network Internazionale di Fact Checking

2.     Michele Mezza, giornalista Rai, attualmente, oltre a collaborare con diverse riviste e testate, dirige la comunità web www.mediasenzamediatori.org

3.     Marzia Antenore, Ricercatrice di Sociologia dei processi culturali e comunicativi nel Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma, dove attualmente insegna “Media digitali e data journalism”.

 
L'iniziativa si inserisce nell'ambito di un ciclo di seminari dal titolo "Dove sta andando il giornalismo" (in allegato la locandina) promosso dall'area di Giornalismo del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale.
L'incontro, come il primo che si è tenuto il 26 aprile, è su temi strettamente inerenti gli argomenti trattati nel corso di Innovazione e analisi dei modelli di giornalismo e si svolge nell'ambito delle lezioni. La partecipazione è fortemente raccomandata in quanto occasione di arricchimento culturale e formativo.