Rivista Comunicazionepuntodoc

Comunicazionepuntodoc è la rivista progettata e curata dalla community di dottorandi, dottori di ricerca, ricercatori e docenti del Dottorato di Ricerca in Comunicazione Tecnologie Società e della Scuola di Dottorato Mediatrends della Sapienza Università di Roma.
La rivista affianca i contributi dei giovani studiosi alle competenze più esperte dei formatori, dei ricercatori e dei docenti, al fine di creare un dialogo di saperi in cui mettere in scena punti di vista differenti e sfondi interpretativi originali, lasciando ampio spazio alle nuove prospettive di ricerca.
Comunicazionepuntodoc è uno strumento di conoscenza rivolto agli studiosi delle aree di Comunicazione e Scienze Sociali degli atenei italiani e del panorama accademico internazionale, che possono contribuire con propri articoli.
La struttura della rivista prevede una sezione monografica dedicata a uno specifico tema (saggi, articoli, interventi e interviste) e uno spazio dedicato in maniera trasversale e transdisciplinare alle diverse tematiche di ricerca delle Scienze della Comunicazione: l’analisi dei prodotti mediali, la sociologia del lavoro e delle professioni, le scienze semiotiche, i contenuti e le piattaforme espressive dei media digitali, la comunicazione politica, l’innovazione comunicativa nella Pubblica Amministrazione, l’approccio transdisciplinare alla comunicazione scientifica, il rapporto tra etica e comunicazione, la comunicazione ambientale.
La doppia mission di Comunicazionepuntodoc si realizza:

  • attraverso il continuo confronto scientifico e critico tra dottorandi, dottori di ricerca e giovani ricercatori da una parte, ed importanti esponenti delle Scienze Sociali e dei professionisti dello spazio pubblico dall’altra;
  • grazie alla diffusione della conoscenza resa possibile dall’invio di contributi da parte di dottorandi, dottori di ricerca e giovani ricercatori impegnati a livello nazionale e internazionale nella ricerca nel campo delle Scienze Sociali.

Direttore responsabile
Mario Morcellini

Comitato Scientifico
Maria Stella Agnoli, Davide Borrelli, Luois Begioni, Mauro Cerbino, Simona Colarizi, Nicolò Costa, Peter Dahlgren, Franca Faccioli, Giovambattista Fatelli, Renato Fontana, María Gómez y Patiño, Valeria Giordano, Jeong-Nam Kim, Charo Lacalle, Silvia Leonzi, Felipe Julián Hernández Lorca, Geert Lovink, Jorge Luis Lozano Hernández, Rolando Marini, Barbara Mazza, Raffaella Messinetti, Maciej Miżejewski, Mario Morcellini, Pierre Musso, Anna Lucia Natale, Isabella Pezzini, Michele Prospero, Diana Salzano, Juan Carlos Suárez Villegas.

Coordinamento editoriale
Christian Ruggiero

Comitato di Redazione
Marzia Antenore, Erica Antonini, Marco Bruno, Francesca Colella, Francesca Comunello, Mihaela Gavrila, Michaela Liuccio, Fabrizio Martire, Fabio Matassa, Laura Minestroni, Simone Mulargia, Paola Panarese, Stefania Parisi, Alessandro Porrovecchio, Andrea Rocchi, Cristina Sofia, Marialuisa Stazio, Federico Tarquini, Lorenzo Ugolini, Elena Valentini, Guido Vitiello.

Redazione:
Marta Almela Salvador, Giulia Andronico, Monika Bukat, Katia Chiusino, Elia Cornelio-Marì, Vera D’Antonio, Martina Ferrucci, Chiara Landi, Marco Laudonio, Raffaele Lombardi, Claudio Marciano, Massimiliano Pistonesi, Stefania Pizza, Giulia Rossi, Giovanni Santonastaso. 

Per inviare contributi e proposte: comunicazionepuntodoc@uniroma1.it


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I NUMERI GIÀ USCITI

 

Numero 1, Intervista alla Comunicazione (aprile 2009)

Con Comunicazionepuntodoc si apre uno spazio di riflessione scientifica, di vetrina per ricerche nuove svolte e curate dai dottorandi, un luogo in cui porre in dialogo il sapere finora sedimentato degli studi di comunicazione con quello emergente dei giovani studiosi.
Si apre con una serie di dialoghi, per rivendicare il luogo e la modalità di interazione in cui avviene una contiguità fra docenti e studenti, che era già segno caratteristico dell’Università del passato, e che è, al giorno d’oggi, proprio nel Dottorato. Fra le pagine, quindi, sei dialoghi con altrettanti maestri dei media studies italiani: Tullio De Mauro, Franco Ferrarotti, Gianfranco Bettetini, Luciano Gallino, Paolo Fabbri, Mauro Calise. Oltre a rubriche, saggi e articoli che spaziano dall’industria culturale alla semiotica, dai media digitali alla comunicazione politica.

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Numero 2, Professione Comunicatore (gennaio 2010)

Un numero dedicato ad aggiornare il profilo delle professioni comunicative, curato da Gianluca Comin, Direttore delle Relazioni Esterne di Enel e Presidente Ferpi.
Dottorandi e ricercatori si confrontano con un set di autorevoli esperti della comunicazione “professata” nei settori del marketing, della pubblica amministrazione, del settore energetico e delle telecomunicazioni, della consulenza e della promozione, nelle organizzazioni pubbliche e private.
Scegliendo ancora una volta il format dell’intervista, vengono chiamati a prendere la parola Maurizio Beretta (Presidente Lega Calcio), Cristiano Fagnani (Energy Marketing Director Nike Western Europe), Andrea Scrosati (Vicepresidente Corporate e Marketing Sky Italia), Marco Minghetti (ideaTRE60), Paolo Torchetti (Presidente e Amministratore Delegato Flumen), Silvia De Blasio (Direttore Comunicazione Vodafone), Remo Lucchi (Amministratore Delegato GfK Eurisko), Paolo Mazzanti (Capo Ufficio Stampa del Ministro dello Sviluppo Economico), Anna Martina (Direttore Comunicazione del Comune di Torino), Giuliana Antonucci (Marketing Unilever Italia), Emanuele Pirella (Fondatore e Presidente Lowe Pirella); infine, due importanti rappresentanti della comunicazione nel volontariato: Maria Teresa Rosito (CSVnet) e Cristiana Guccinelli (CESVOT).

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Numero 3, La vertenza Comunicazione (dicembre 2010)

La “vertenza comunicazione” è la crisi di reputazione degli studi in Scienze della Comunicazione di cui i media e la politica si sono fatti megafono. Perché in tutti i paesi occidentali esistono corsi di Comunicazione e in Italia
costituiscono un “problema”? La risposta va cercata in una serie di peculiarità del caso italiano, dalla mancanza di una cultura dei dati alla più provocatoria ipotesi di un permanente “familismo amorale”.
Comunicazionepuntodoc risponde attraverso le testimonianze di chi da anni conduce studi sull’offerta formativa degli atenei italiani e sul destino dei laureati nel mondo del lavoro, come Andrea Cammelli (AlmaLaurea) e Barbara Mazza (Osservatorio delle Facoltà di Comunicazione); ma anche di chi ha visto nascere nei corsi di Comunicazione iniziative la cui carica innovativa è un ponte verso le aziende: tra gli altri, Stefano Rolando (Rivista Italiana di Comunicazione Pubblica), Renato Fontana e Priscilla Martella (responsabili del progetto di placement Stay Open), Lucio Fumagalli e Davide Tamburlini (4CHANGING) e Marco Stancati (Associazione Comunicazione Pubblica). E soprattutto, gli stakeholder più interessati: gli studenti.

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Scarica l’editoriale “La vertenza Comunicazione. Troppi laureati o troppo familismo/clientelismo?


Numero 4, Più Italia (ottobre 2011)

La narrazione simbolica che si è costruita attorno ai centocinquant’anni dell’Unità d’Italia è un fenomeno che ha coinvolto, oltre ogni aspettativa, quella comunità che, in apparenza, sembra sempre meno coesa e disposta a riconoscersi sotto il nome di “italiani”. Gli appelli del Presidente della Repubblica a riscoprire l’identità nazionale hanno messo in moto un meccanismo per cui, nella vita quotidiana di un paese dis-unito, c’è stata più Italia.
Il quarto numero di Comunicazionepuntodoc esplora i territori di questa attivazione sociale identitaria, dalla rappresentazione politica alle manifestazioni civili per il bene comune, dal racconto della stampa e della televisione alle inter-connessioni stabilite dalla Rete, dalle riflessioni delle scienze sociali alle iniziative dell’Università che hanno messo al centro gli studenti.

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Scarica l’editoriale “Ci vogliono i riti... Sociologia e comunicazione di un evento identitario: 150 anni d’Italia


Numero 5, L’Europa della comunicazione (maggio 2012)

Il quinto numero di Comunicazionepuntodoc propone un approfondimento su due tematiche di grande attualità: le pratiche di transizione dalla formazione al lavoro dei laureati in scienze sociali e della comunicazione, e l'internazionalizzazione dei processi formativi.
L'obiettivo è quello di ampliare sul piano internazionale la riflessione intorno al tema degli effetti del riformismo universitario, e al contempo indagare opportunità e problematiche inerenti l'accesso alle professioni della comunicazione. L'oggetto di quest'analisi comparata è il caso spagnolo, che da un lato evidenzia molte similitudini con la realtà italiana, ma dall'altro rileva significative differenze in merito alla gestione del legame tra Università e mondo del lavoro, ai sistemi di valutazione e alla qualità dei percorsi formativi nel campo della Comunicazione.
A partire dal lavoro ultradecennale dei gruppi di ricerca Unimonitor.Com e Scienze.Com, e dall'attività della Conferenza Nazionale delle Facoltà e dei Corsi di Laurea in Scienze della Comunicazione, i contributi forniscono quindi un quadro aggiornato e approfondito sullo stato dell'arte nazionale, e su possibili scenari di innovazione del sistema-Università.

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Scarica l'editoriale "Paese che vai, comunicazione che trovi", di Barbara Mazza e José Miguel Tuñez Lòpez

 


Numero 6, Strumenti sociologici per i media studies (giugno 2012)

Il sesto numero di Comunicazionepuntodoc vuole dare spazio ad un radicale ripensamento delle teorie sugli effetti dei media che è in corso nel Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza, e che non può fare a meno del più ampio numero di voci “esterne” per trovare, anzitutto, contributi di conoscenza ad un’ipotesi forte: un bilancio critico delle conseguenze sociali della comunicazione mostra più promesse mancate che mantenute. Questa riflessione passa non solo per un’attenta recensione dei territori della crisi (scuola, politica, giornalismo, etc.), ma anche per la riscoperta degli strumenti e delle categorie interpretative sociologiche “classiche” – spesso sottovalutate dai cultori del “nuovismo” – come tradizione da riscoprire per quanti aspirino ad indagare il rapporto tra società e comunicazione.

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Scarica l'editoriale "Per una Sociologia critica della comunicazione" di Mario Morcellini


Numero 7, Necrologie. La comunicazione in abito nero (dicembre 2012 - gennaio 2013)

Quanto e cosa dicono i media della società in cui viviamo? La naturale tendenza alla spettacolarizzazione di alcuni mezzi come la Tv, e una diffusa inadeguatezza dei professionisti dell’informazione, conducono ormai da anni a un fenomeno che chiamiamo di gigantografia della cronaca nera. I delitti, specie in ambito familiare, sono oggetto di amplificazione e perfino serializzazione, e soprattutto vengono portati a dimostrazione di una mutazione antropologica che condurrebbe verso una "società della paura". Paura che diventa un facile strumento d disgregazione della società e di dilatazione della paura dell’altro.

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Scarica l'editoriale "Le storie tese. Una critica al racconto dei media dell’Italia di oggi" di Mario Morcellini


Numero 8, Soggetto/soggetti: percorsi dell’identità nell’epoca moderna (luglio-agosto 2013)

Il focus del numero 8 di Comunicazionepuntodoc è costituito da una riflessione a più voci sulle declinazioni della soggettività dall'epoca moderna ad oggi.
Le trasformazioni portate dalla rivoluzione industriale e dall'esperienza della metropoli come nuovo spazio dell'abitare hanno inciso profondamente sui corpi, i linguaggi e le rappresentazioni di un soggetto che si voleva integro e coerente e si scopre invece frammentato e plurale. Così, sullo sfondo di una assenza di definizioni univoche, e tra le ipotesi di un definitivo "tramonto" del soggetto, ecco emergere individualità parziali, conflittuali, che si definiscono a partire dal genere, dai consumi, dai desideri e dalla conflittualità che esprimono e infine dai luoghi che abitano, siano essi fisici, come appunto nel caso della città, o immateriali, come nel caso degli spazi relazionali e interconnessi della rete.
La sezione tematica è realizzata in continuità con il ciclo di seminari "Soggetto/Soggetti. Percorsi dell'identità nell'epoca moderna", organizzato dalla Cattedra di Analisi e teorie della modernità, e ospita i contributi dei partecipanti agli incontri.

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Scarica  l`editoriale "Soggetto: dal singolare al plurale" di Mario Morcellini e Valeria Giordano


Numero 9, Fuori dall'emergenza. Immagini delle migrazioni nel racconto dei media (febbraio 2014)

La narrazione dell`immigrazione nei mezzi di informazione italiani è ancora oggi un fotogramma immobile, caratterizzato dallo stretto legame con la cronaca nera che continua a presentare il fenomeno migratorio ad una sola dimensione, nonostante in trent`anni sia di molto cambiata la società e con essa la stessa figura del migrante.

La letteratura scientifica e le ricerche sul tema confermano queste tendenze che, attraverso un linguaggio allarmistico ed emergenziale, contribuiscono a rafforzare nel discorso pubblico la questione sicurezza e a indicare lo straniero come il criminale “per eccellenza” oppure, genericamente, colui che incarna problemi e conflitti della contemporaneità.

Inoltre, i profondi mutamenti di scenario politico e sociale avvenuti nel Nord Africa e i conseguenti movimenti di persone verso l`Italia hanno portato alla luce con maggiore chiarezza le figure dei richiedenti asilo, dei profughi e dei rifugiati e le recenti tragedie del mare hanno riacceso il dibattito sugli sbarchi e sul tema immigrazione.

Qual è oggi la rappresentazione prevalente del fenomeno migratorio? Qual è il profilo del migrante presente nei media? Il linguaggio è cambiato negli ultimi anni? Esiste un giornalismo più attento a informare l`opinione pubblica sulle differenze e molteplicità del fenomeno?

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Scarica  l`editoriale "Fuori dall’emergenza?" di Mario Morcellini e Giuseppe Sangiorgi


Numero 10, Smart city. Città, tecnologia, comunicazione (luglio-agosto 2014)

Il discorso sulle smart cities rappresenta la sfida più avanzata per tutte quelle  discipline, dalla sociologia all’architettura, dalla geografia all’informatica, che puntano non solo ad approfondire l’impatto delle tecnologie digitali sulla vita quotidiana delle persone e sul funzionamento delle nuove reti territoriali, ma anche a sviluppare il proprio ambito “applicativo”. Che intendono, cioè, affiancare le amministrazioni e le imprese impegnate nel trasformare l’innovazione digitale  un un vantaggio competitivo per le comunità locali e non solo. A partire da una riflessione sulle dimensioni d’analisi fondamentali del fenomeno smart cities – i suoi aspetti più generali ed epistemologici, quelli connessi agli impatti delle nuove tecnologie, lo stato dell’arte sulle politiche urbane in Italia e all’estero – il numero costruisce un percorso di scenari, applicazioni e rappresentazioni del nesso fra città, tecnologia e comunicazione.

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Scarica  l'editoriale "La smart city e i professionals del capitalismo cognitivo-culturale" di Nicolò Costa
Scarica  l'editoriale "Smart city come ecosistema tecnologico: bilanci e prospettive" di Flavia Marzano


Numero 11, Processi culturali della modernità (dicembre 2014)

Questo numero propone una riflessione a più voci su due etichette che rimandano ad un ampissimo universo di significati. Da un lato, i processi culturali e comunicativi, un settore scientifico dalle moltissime anime; dall’altro, la modernità, una stagione troppo presto data per esaurita. Il numero si struttura anzitutto sulle definizioni che si possono dare di “processi culturali della modernità” e dei territori scientifici che possono essere indicati con questa epigrafe, ragionando in particolar modo sul ruolo dei giovani come interpreti del “moderno” in ogni sua declinazione. Segue una riflessione sugli ambiti di applicazione della ricerca sociale, fra tradizione e innovazione metodologica, ermeneutica e ricerca quantitativa, vecchi e nuovi media. Un focus specifico, infine, è dedicato al tema dell’Università come luogo della costruzione e della conservazione delle skills necessarie a leggere la modernità e i processi che la attraversano.

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Numero 12. Parole-chiave delle scienze umane (agosto 2015) 

L’identità, la peculiarità, le funzioni, gli strumenti concettuali ed operativi delle scienze umane sono al centro del dodicesimo numero di Comunicazionepuntodoc, che nasce in sinergia con la terza edizione del seminario di ermeneutica “Magistri Sine Registro”, promosso dall’Associazione “Paideia” per l’alta formazione nelle scienze umane.
Alcuni dei più importanti studiosi del panorama italiano si confrontano con giovani studiosi e ricercatori su temi centrali nel dibattito culturale attuale, come il riaffiorare delle tendenze riduzioniste e scientiste nella cultura e nella valutazione scientifica e l’emarginazione delle scienze politiche e sociali in alcuni organi universitari e nell’opinione pubblica.
Per dare un contributo a ritrovare il senso e la funzione delle scienze umane.

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Scarica l'editoriale La scienza senza certezze e la pratica dell’autoriflessione, di Gianni Losito

 


Numero 13, Media and Terror (dicembre 2015)

In contemporary hyper-connected context, the importance of long-term consequences of an act of terror exceed more and more its material and emotional impact, and even its political or religious motivations.
The importance of the symbolic element that violent actions communicate, and the importance of a complete and widespread media coverage, seem to have left the reflection of historians, philosophers, sociologists and communication theorists and conquered the center of terrorists’ strategies. After the 9/11 “absolute event”, every important episode aiming at generating terror reveals a conscious act of appropriation of the media logic, an almost professional management of the informational output.But the same media logic has changed, emphasizing the key traits of what has been called “politics of fear” (Altheide), or “pornography of violence” (Boltansky). Lastly, with the attack on the French satirical magazine Charlie Hebdo, some new important figures came on the scene, such as the “foreign fighters”, bringing a new kind of awareness on how near the theatres of terror are from the borders of Western democratic states. The thirteenth issue of Comunicazionepuntodoc aims at analyzing in depth these phenomena, through theoretical and research contributions, with particular attention to their most recent expressions. In addition to the multidisciplinary perspective that is typical of our Journal, this issue can count on an innovative element of internationalization, since it is carried out in collaboration with the Department of Información y Documentación of the University of Murcia.

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Scarica l'editoriale Tra media e terrorismo manca la società, di Mario Morcellini
Scarica l'editoriale El terrorismo como censura, di Felipe Julián Hernandez Lorca


NUMERO 14. Michel De Certeau teorico della vita quotidiana (agosto 2016)

Il quattordicesimo numero di Comunicazionepuntodoc intende focalizzare l'attenzione sulle teorie, sui concetti e sulle ricerche dell’autore francese più vicini all’orizzonte disciplinare della sociologia dei processi culturali e comunicativi, con un’ovvia apertura all’intervento di studiosi provenienti da altri settori e da altri saperi.

Nei molti saggi dedicati a Michel De Certeau viene spesso rimarcata la sua particolare, e per certi versi irripetibile, capacità di attraversare le scienze storico-sociali con sorprendente maestria e libertà. Da questa particolare sensibilità intellettuale ha origine l’interesse che alcuni filoni dello studio della comunicazione hanno nutrito in questi anni per lo studioso francese, che è, a tutt’oggi, un riferimento fondamentale per le teorie del consumo, per gli internet studies e, in generale, per quanti hanno tentato di dar conto degli usi e delle operazioni di appropriazione e montaggio che cittadini-pubblici-utenti realizzano con gli oggetti del loro quotidiano. De Certeau ha saputo indicare all’accademia e al dibattito pubblico quanto la vita quotidiana non fosse lo spazio dell’irrilevante o dell’incomprensibile, bensì il luogo ove si stavano realizzando i fenomeni più significativi del tempo.  

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Scarica l'editoriale Michel de Certeau. Un pensiero sconfinato consegnato alle scienze sociali, di Mario Morcellini, Davide Borrelli, Federico Tarquini
Scarica la prefazione di Alberto Abruzzese
Scarica l'apertura di Patrice Flichy


NUMERO 15. La responsabilità sociale dei giornalisti (dicembre 2016)


Il quindicesimo numero di Comunicazionepuntodoc intende porsi come momento di riflessione collettiva e transnazionale sui tentativi di riaffermazione del ruolo dei giornalisti nelle democrazie moderne. Non si tratta quindi di avviare uno studio sul trattamento mediatico della diversità, o di coinvolgere la professione in una posizione militante che consisterebbe nel promuovere il tema della diversità, ma di mettere in discussione e capire l'esercizio della professione giornalistica in questa particolare configurazione, rispondendo così alle sfide delle società contemporanee. Un ulteriore obiettivo, di stampo metodologico, è legato alla mobilitazione di metodi di analisi sul tema in questione, trattando il tema della RS dei giornalisti da due punti di vista particolari: l'etica deontologica (rispetto delle norme) e l'etica consequenzialista (conseguenze dei contenuti) delle pratiche e produzioni dei giornalisti.
Tra rispetto delle norme e buone pratiche professionali, in che modo i giornalisti costruiscono e trattano la loro RS sulla questione dell’espressione della diversità? Quali ingiunzioni pesano sulle loro azioni? Quali sono le condizioni e le possibilità offerte dalle aziende per permettere ai giornalisti di assumere la loro RS individuale e collettiva sulla questione dell’espressione della diversità?

 


I PROSSIMI NUMERI

NUMERO 16. Memorie, conflitti e ricomposizioni. In memoria di Gloria Gabrielli (agosto 2017)
 

I temi della memoria (collettiva e condivisa, contesa o divisa, elaborata o rimossa) dei conflitti (politici, culturali e sociali; locali, nazionali o sovranazionali) e delle ricomposizioni possibili interessano l’intero spettro disciplinare delle scienze umane e sociali, chiamate a interpretare il cambiamento alla luce del passato e dei suoi riflessi sul presente e sul futuro. Ma rappresentano, più in generale, una palestra per l’esercizio di una cittadinanza informata e consapevole. Il campo di riflessione del numero sedici di Comunicazionepuntodoc è situato proprio all’intersezione tra i saperi che queste tre parole chiave individuano, intercettando gli interessi di ricerca di Gloria Gabrielli, storica e docente della Sapienza, alla cui memoria è dedicato. Un ambito di studio da avvicinare ricorrendo ad approcci multidisciplinari e aperti alla contaminazione di saperi e metodi.


NUMERO 17. Il ristorante italiano Memoria, cultura, identità, esperienze (dicembre 2017)
 

Il ristorante italiano è, nell'immaginario collettivo, una sorta di universale culturale o, quanto meno, di ‘format’: un insieme di regole, convenzioni e attese sociali che definiscono le esperienze personali e le interazioni sociali che vi si inscenano.

Nei ristoranti italiani profumi, sapori, suoni, gestualità e architettura d’interni cercano di creare un ambiente che rappresenti e significhi italianità. Vi si evocano immaginari sociali e memorie culturali condivise, attraverso una peculiare orchestrazione di contenuti mediali, come film, musica, moda e altri prodotti delle industrie culturali e creative.

Le nozioni di ristorante italiano e italianità non sono stabili. La loro incidenza e le loro caratteristiche sono radicate nei processi di glocalizzazione e, in ogni caso, nella storia, geografia, demografia, politica ed economia dei diversi paesi in cui possiamo incontrarle. E sono influenzate, in particolare, dagli intrecci dei flussi turistici e migratori da e verso l'Italia, e dai processi e dalle pratiche di etnicizzazione e di auto-etnicizzazione che li attraversano.

Così, diversi significanti d’italianità sono elaborati e adattati ai differenti contesti nazionali, regionali e locali, nelle sale, nei menù, nella comunicazione e nel marketing dei ristoranti italiani nel mondo.